Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano

Incontri di Primavera

Un gruppo di studio sulla sensorialità

Donatella Lisciotto
Antonello Correale
Recensione a cura della d.ssa Maria Gabriella Tringale (SIPP - Catania)

Catania, 31 marzo 2024

     Scrivo queste righe di seguito alla suggestione generatami dalla lettura “immersiva” del nuovo libro di Donatella Lisciotto e Antonello Correale, scritto a quattro mani, come dicono gli autori, ma molto più popolato. Popolato dagli altri membri del gruppo, dalle loro immagini ampliate ed interrogate da una conversazione “sensorialmente sognante” e dalle immagini evocate in chi si avventura a sfogliare queste pagine.
     Il lettore si troverà ad occhi aperti ad affrontare la dimensione sognante di un libro in cui parlando di sensorialità e di immagini si parla di sogni e di incubi attraverso esperienze cliniche e personali. 
     È curioso, penso, che stia trascrivendo le mie emozioni di lettrice proprio questa mattina in cui vivo lo sbandamento della doppia dimensione temporale dell’ora solare e dell’ingresso dell’ora legale, sbandamento temporale tra ciò che è la mia percezione dello scorrere del tempo e la realtà temporale comunemente stabilita. Credo che possa essere metafora dell’esperienza vissuta durante la lettura di questo testo. D’altra parte, penso non sia un caso che sulla copertina del libro sia riportata l’opera di Maurits Cornelis Escher la cui fonte è il sito “dreamstime.com”.
     Ho avuto la sensazione di leggere un libro esperenziale da cui apprendere in senso bioniano; un Pop-Up psicoanalitico in cui sono “illustrate” le immagini evocate dai membri del gruppo, ritagliate dalle loro parole in modo tale che, sfogliandole, rimandino alla sensorialità e diano la percezione del movimento e della tridimensionalità, sollecitando l’interazione psicoemotiva del lettore a vari livelli.
     Il piccolo miracolo di questo libro, che parla di sensorialità e percezione, è proprio fare scivolare, direi sedere, impercettibilmente il lettore tra i membri del gruppo facendolo sentire parte di esso. Parafrasando Ogden[1] i membri del gruppo, individualmente e collettivamente, entrano in una forma di sogno diurno in cui il gruppo aiuta i partecipanti a sognare aspetti della propria esperienza clinica. Si costruisce un inconscio di gruppo, una forma di “terzo analitico” (Ogden, 1994) più ampio della somma delle menti inconsce di ciascun partecipante, con la straordinaria partecipazione del lettore.
     Ciò è proprio una delle due finalità del libro, come in prefazione specifica Antonello Correale, ovvero, una il desiderio di «approfondire il tema di grande rilevanza clinica della sensorialità», l’altra «il desiderio di trattare come il tema della sensorialità sia affrontato in un gruppo di studio, formato da psicoterapeuti e di offrire un resoconto di come il dialogo gruppale abbia permesso uno sviluppo interessante del tema condiviso».
     La conversazione in gruppo pone in luce «posizioni e reazioni differenziate», risorse per un ampliamento dell’argomento che possa essere anche di natura emotiva intorno ad «un nucleo condiviso». Alla ricchezza del testo, infatti, contribuisce l’apporto personale della vita, della formazione, della clinica e della cultura dei membri che impreziosisce e allarga il tema della sensorialità.
     Si spazia dall’esperienza clinica con i pazienti psicotici, con i borderline e gli stati limite alla filosofia contemporanea e all’arte, sempre pronta quest’ultima a venire in soccorso e svelamento di aree e dimensioni profonde senza le quali vi sarebbe vita ma non esistenza.
     Non è un caso che il gruppo, in un dato momento, si trovi ad affrontare il tema della crisi della presenza intesa come «affondare in un senso di estraneità e non riconoscibilità del mondo in cui anche il singolo individuo vive un senso insopportabile di sperdimento e di spaesamento».
     Così, in un dialogo dall’Originario al Sacro, al Feticismo, all’Isteria, al Vuoto; dalle immagini metaforiche all’invisibile; dalle esperienze personali a quelle cliniche il libro propone in scena l’immagine condensata di un lavoro in cui la passione d’esserci si presentifica protagonista nella conversazione e rimane con il lettore anche dopo la chiusura del sipario.

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[1] Ogden T.H., (2021) Riscoprire la psicoanalisi. Attraverso la lettura creativa. Mimesis Edizioni, Milano.