Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano
Il Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano da novembre 2024 ha attivato un centro clinico per fornire consulenza psicologica e trattamento psicoanalitico.
Si può inoltrarla richiesta a mezzo mail e prenotarsi con uno dei seguenti psicoanalisti:
⁃Dott.ssa Roberta Cardia (Messina) 📧 rcardia73@gmail.com ☏ 393 0932733 (Presenza/Online)
⁃Dott.ssa Sandra Isgró (Reggio Calabria) 📧 sandraisgro@email.it ☏ 339 6113552 (Presenza)
⁃Dott.ssa Diletta La Torre (Messina) 📧 dilettalatorre@hotmail.com ☏ 334 7236531 (Presenza)
⁃Dott.ssa Donatella Lisciotto (Messina) 📧 donatellalisciotto@gmail.com ☏ 339 7552120 (Presenza/Online)
⁃Dott.ssa Carmen Riemer (Satriano – CZ) 📧 cdriemer12@gmail.com ☏ 333 9946752 (Presenza/Online)
⁃Dott.ssa Mara Siragusa (Messina) 📧 marasiragusame@gmail.com ☏ 347 9361803 (Presenza)
⁃Dott.ssa Fabrizia Strangio (Messina) 📧 fabrizia.strangio@gmail.com☏ 346 0059636 (Presenza/Online)
Per facilitare la presa in carico di alcune fasce di persone, l’onorario varia in relazione all’età.
Per gli adolescenti e i giovani adulti l’onorario sarà € 40.00
Per le persone d’età superiore ai 30 anni €60.00
Il centro clinico non sarà attivo nei giorni rossi da calendario, dal 23 dicembre al 6 gennaio, dal 15 luglio al 10 settembre
Con la giornata di studio del 6 Giugno, si sono concluse le attività seminariali di questo primo semestre.
Tanti gli appuntamenti che si sono susseguiti, tanti gli amici che hanno condiviso i loro lavori ed hanno favorito, con i loro interventi, scambi interessanti ed arricchenti.
Ascoltare altre voci e poter vedere altre prospettive, deve essere la spinta propulsiva del nostro lavoro.
Ognuno di loro ha aperto a spunti di riflessione e di interesse, stimolando il desiderio di continuare ad approfondire tanti dei temi trattati.
Un grazie a:
Un grazie a chi ha partecipato sia in presenza che da remoto.
Il Centro Psicoanalitico dello stretto vi augura una riposante estate e ci vediamo presto con nuove iniziative!
Nella cornice di Palazzo Donn’Anna a Napoli e online, dopo gli incontri dedicati alla tragedia greca, all’amore folle e all’Hybris, il dialogo tra le due Società prosegue quest’anno attorno al tema del sacrificio, interrogandosi sul ruolo che esso assume nella società contemporanea e sul rapporto tra ideali, doveri, desiderio e legame sociale.
Per conoscere il programma dettagliato delle giornate è possibile consultare il programma completo del convegno QUI.
Le modalità di partecipazione e il modulo di iscrizione online sono disponibili a questo LINK
Lettera dell’Arcivescovo di Napoli ai potenti della terra.
Ai potenti della terra, pace a voi!
Il male non arriva sempre sfondando una porta.
A volte entra in silenzio.
Indossa un abito elegante.
Sorride davanti alle telecamere.
Viene deposto in un astuccio, accompagnato da un biglietto, offerto con tutti gli onori.
E per qualche istante nessuno riconosce più il male, perché ha imparato le buone maniere.
È questo che mi ferisce nel gesto compiuto ad Ankara: non soltanto una pistola donata ai rappresentanti dei Paesi della NATO, ma la morte trasformata in cortesia. La possibilità di togliere la vita divenuta souvenir, memoria ufficiale, oggetto da esporre.
Abbiamo addomesticato le armi fino al punto di poterle regalare.
Questo è il vero scandalo.
Ci dite che si tratta di un simbolo. Ma sono proprio i simboli a educare il mondo. Arrivano prima delle leggi, penetrano più in profondità dei discorsi, insegna silenziosamente ciò che una civiltà considera normale.
E quel dono insegna che il potere deve riconoscersi nel metallo di una pistola. Che un uomo importante è un uomo armato. Che tra governanti ci si può rendere omaggio consegnandosi, con eleganza, la possibilità della morte.
Sulla canna è stato inciso il nome di chi riceveva l’arma.
Ma ogni pistola porta sempre un secondo nome, invisibile.
È il nome dell’uomo contro il quale potrebbe essere puntata.
Il nome della donna che potrebbe restare senza marito.
Il nome del bambino che potrebbe attendere inutilmente il ritorno di suo padre.
Il vero destinatario di un’arma non è mai soltanto colui che la riceve. È il corpo sconosciuto che un giorno potrebbe incontrarne il proiettile.
Per questo non riesco a considerare quel gesto una semplice eccentricità diplomatica. Esso racconta un’idea del mondo. Un mondo in cui abbiamo imparato a misurare la sicurezza contando le armi, senza più domandarci quanta paura occorra seminare per custodirla. Un mondo che chiama equilibrio il terrore reciproco e pace l’intervallo durante il quale nessuno ha ancora sparato.
Da cristiano, non posso accettarlo.
Il Vangelo ci ha consegnato un’altra immagine del potere.
Cristo, nella notte in cui tutto avrebbe potuto spingerlo a difendersi, non mise un’arma nelle mani dei suoi discepoli. Mise un asciugatoio intorno alla vita. Si inginocchiò davanti a loro e lavò dei piedi stanchi.
Da una parte, un’arma offerta in piedi, tra uomini potenti.
Dall’altra, Dio inginocchiato davanti all’uomo.
Sono due civiltà.
Bisogna scegliere.
Noi cristiani non siamo ingenui. Conosciamo la violenza. La incontriamo nei quartieri abbandonati, nelle case dove manca il pane, nei corpi dei migranti, nei figli restituiti alle madri dentro una bara. Sappiamo che il male esiste. Proprio per questo rifiutiamo di renderlo elegante. Rifiutiamo di adornarlo, di lucidarlo, di trasformarlo in un segno di prestigio.
Un’arma non diventa innocente perché viene donata.
Non diventa muta perché non spara.
Non diventa umana perché porta inciso un nome.
Chiedo dunque a voi, responsabili delle nazioni, di non custodire quel dono come un trofeo. Non limitatevi a lasciarlo in una stanza, lontano dagli sguardi, come se bastasse nascondere un simbolo per cancellarne il significato.
Fate qualcosa di più difficile.
Rifiutate l’idea che la morte possa essere una forma di omaggio.
Dite pubblicamente che nessun patto tra popoli ha bisogno di riconoscersi in una pistola. Dite che la dignità di una nazione non coincide con la quantità di paura che riesce a produrre. Dite che la sicurezza non è il privilegio di chi può sparare per primo, ma il diritto di tutti a non essere colpiti.
E al prossimo vertice lasciate una sedia vuota.
Non per un presidente, non per un generale, non per un ministro.
Lasciatela per l’uomo senza nome che paga sempre il prezzo delle vostre decisioni. Per colui che non partecipa ai vertici, non firma trattati, non compare nelle fotografie, ma finisce sotto le macerie quando la diplomazia fallisce.
Guardate quella sedia prima di parlare di armi.
Forse allora comprenderete che la pace non è una debolezza da correggere, ma una responsabilità davanti alla quale inginocchiarsi.
Perché il potere che non sa inginocchiarsi davanti alla vita finirà sempre per inginocchiarsi davanti alle armi.
E quel giorno, per quanto solenni siano le cerimonie, avremo già perduto tutti.
† don Mimmo Battaglia
Arcivescovo Metropolita di Napoli
Le relazioni inconsce fondano radicalmente la vita psichica
Il libro offre una comprensione teorica e clinica della famiglia e della coppia da una prospettiva psicoanalitica. Discute la psicopatologia presente in questi contesti e illustra casi clinici di conflitti di coppia, traumi, violenza e disturbi psicotici. Particolare attenzione viene data al concetto di legame, che costituisce il palcoscenico entro cui si muovono i membri del gruppo e che acquista rilevanza in situazioni patologiche.
L’autrice illustra differenti livelli dell’inconscio e principalmente l’inconscio interpersonale presente nella coppia e nella fami-glia, mostrando le difese inter- e transpersonali con cui questi sistemi si difendono dalla sofferenza mentale. In particolare i sogni narrati nella seduta da uno dei membri possono essere considerati espressione del funzionamento di tutto il gruppo o rappresentazione del legame che unisce i membri. Alla luce di queste rifles-sioni, alcune patologie sono considerate patologie transpersonali.
Con piacere condividiamo la recensione dell’ultimo libro della dottoressa Anna Maria Nicolò.
La recensione é a cura della Dottoressa Donatella Lisciotto per il PCF (Società Italiana di Psicoanalisi della Coppia e della Famiglia) che ringraziamo per aver condiviso con noi l’articolo che é possibile consultare nel sito della Società Psicoanalitica della Coppia e della Famiglia www.psicoanalisicoppiaefamiglia.it
Qui il link
Il Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano con il Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala, il CRPG di Messina e di Catania e la Biblioteca solidale di Psicoanalisi, insieme, per una comunità psicoanalitica in espansione
Post di Centro Psicoanalitico di Bologna "Glauco Carloni - Egon Molinari”
Il 2 Giugno 1946 segnò una delle pagine più importanti della storia italiana, rappresentando un passaggio che cambiò il volto politico e sociale del nostro Paese.
Con il Referendum istituzionale gli italiani scelsero la Repubblica, ponendo fine alla Monarchia e mandando in esilio l’ultimo re d’Italia, Umberto II di Savoia.
Non solo.
Per la prima volta nella storia italiana, si votò a suffragio universale: dopo decenni di esclusione dalla vita politica, le donne poterono esercitare il loro diritto di voto ed essere elette, diventando protagoniste della costruzione democratica del Paese.
Fu un evento di straordinaria partecipazione civile e di profonda emozione collettiva. Molte donne si presentarono ai seggi indossando il vestito della domenica, riservato alle occasioni speciali, in quanto consideravano il voto un momento storico da vivere con particolare solennità e decoro. Le cronache dell'epoca raccontano di elettrici commosse e intimorite, che stringevano con cura la scheda elettorale, sentendo il peso e l'onore di una responsabilità tanto desiderata quanto a lungo negata.
Tra gli episodi rimasti nella memoria c’è quello della raccomandazione degli scrutatori alle votanti di non lasciare tracce di rossetto sulle schede al momento di sigillare il lembo gommato. Si temeva che il trucco potesse macchiare la carta, compromettendone, dunque, la segretezza e rendendo di fatto nullo il voto. La raccomandazione, riportata da alcuni giornali del tempo, è divenuta il simbolo dell'ingresso delle donne nella vita politica italiana.
Nella stessa data si votò l’elezione dell’Assemblea Costituente: furono elette anche 21 donne - tra le quali Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin e Angela Maria Guidi Cingolani - che parteciparono alla stesura della Costituzione italiana, in cui vennero inseriti i principi di uguaglianza, dignità, partecipazione e tutela dei diritti fondamentali.
Questo giorno di 80 anni fa consacrò l'affermazione della piena cittadinanza politica femminile, simbolo di una conquistata libertà, e l'avvio di un percorso di uguaglianza e partecipazione democratica destinato a segnare la storia del nostro Paese.
“Un dialogo interessante che avvia molte riflessioni per una psicoanalisi che legge la contemporaneità “
Anna Maria Nicoló sulla formazione psicoanalitica
IIPG Catania
Lo Stretto. Mito, Cultura e Conoscenza: una rappresentazione della nostra realtà